
La fotografia (da Iperbole, Comune di Bologna), mostra il crescentone. La parte centrale di Piazza Maggiore a Bologna, che è caratterizzata da una piattaforma pedonale, costruita nel 1934. Si tratta di un rettangolo rialzato di 15 cm costruito in granito bianco e rosa. Il nome deriverebbe dalla crescente, la tipica focaccia salata bolognese. Sul lato orientale, si notano alcuni danni e la tradizione vuole che siano stati provocati da un carro armato statunitense il 21 aprile 1945, giorno della liberazione della città. Ma cos'è il Crescentone per i bolognesi?
Un punto di ritrovo, un luogo dove chiunque, salendo su un banale sgabellino, può tenere un comizio, un posto dove sedersi per mangiare qualcosa, il posto dove i bambini giocano a palla e rincorrono i piccioni, dove i vecchi si ritrovano a parlare di calcio e di politica, dove d'estate viene montato lo schermo del cinema all'aperto e dove le scolaresche ascoltano gli insegnanti che raccontano la Storia che fu. Tutti i viaggiatori devono fermarsi sul Crescentone, facendo scorrere lo sguardo a 360°, godendosi, da una posizione privilegiata, la vista spettacolare di una delle piazze più belle d'Italia.
Tuttavia il crescentone non era accessibile a tutti, non era accessibile ai disabili.
Non era, perché dal 2018, dopo una diatriba durata un paio di anni tra l'Amministrazione Comunale e la Soprintendenza, e su proposta del Disability Manager, Egidio Sosio, è accessibile anche alle persone con disabilità, grazie a uno scivolo che è stato costruito mantenendo le stesse caratteristiche del crescentone (granito bianco e rosa). Sosio nell'occasione affermava: "L'accesso al Crescentone è simbolico per colmare una differenza nel diritto di cittadinanza. [...] E' doveroso e dignitoso consentire a tutti di salire sul Crescentone". Ricordo un mio amico disabile che era contentissimo di poter scarrozzare in lungo e in largo in Piazza Maggiore.